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Vita Senza Droga

Conseguenze sull’ambiente

La Colombia può vantare una delle biodiversita' piu' ricche del pianeta. Infatti, sono autoctone del paese il 18% delle specie volatili (primato mondiale con più di 1.700 specie) e il 15% di quelle vegetali a livello mondiale (sino ad oggi sono state classificate 130.000 tipi di piante e 50.000 di fiori) nonché numerose specie di pesci, animali ed insetti (165.000 specie di farfalle). Il paese ha un potenziale idrico tra i piu' abbondanti del mondo e, in un territorio grande quasi quattro volte la superficie dell'Italia, un terzo è coperto dalla foresta amazzonica (oltre 350.000 kmq).

conseguenze sull'ambiente

La produzione di cocaina si estendeva nel 2006 su di una superficie di ca. 80.000 ettari. La distruzione di coltivazioni attraverso fumigazioni aeree ed eradicazione manuale ha riguardato una superficie complessiva di ulteriori 210.000 ettari (170.000 con fumigazione; 40.000 con eradicazione). Le aree di coltivazione sono per almeno due terzi nell’area della foresta amazzonica. Infatti, la pianta di origine andina, viene oggi prevalentemente coltivata nelle zone della foresta più inaccessibili e di confine con i paesi limitrofi. Inoltre, in Colombia vengono prodotti in laboratori clandestini, ca. 610 Tonnellate di cocaina pura, lavorando oltre 150.000 tonnellate di foglia, trasformate prima in pasta, poi in base, quindi in cloridrato di cocaina*.

L’impatto ambientale è determinato da diversi fattori. Intanto nella coltivazione vengono usati massicciamente concimi, diserbanti e pesticidi altamente chimici per incrementare la produttività della pianta, che determinano impoverimento dei suoli ed inquinamento delle falde acquifere.
Il ricorso alla pratica delle fumigazioni aeree per lo sradicamento dei campi di coca determina inquinamento dei corsi d’acqua e dei terreni, distruzione dei raccolti e danni alla salute della popolazione e degli animali esposti. Le prime fumigazioni risalgono al 1978, rivolte alle Fotocoltivazioni di marijuana.

Infine, il processo di trasformazione della foglia, prima in pasta, poi in base, quindi in cloridrato di cocaina, realizzato in laboratori clandestini, con massiccio utilizzo di prodotti chimici e senza alcuna procedura di smaltimento, determina ancora una volta inquinamento, specialmente delle falde acquifere. Infatti, i raccolti provenienti delle coltivazioni necessitano di essere lavorati con l’aiuto di prodotti chimici (precursores químicos) circa 2,5 tonnellate per ettaro, il che comporta l’uso di duecentocinquantamila tonnellate di prodotti chimici l’anno. Prodotti che, vengono in parte importati legalmente dagli Stati Uniti (80%), Europa (16%) e illegalmente dalle organizzazioni del narcotraffico.

* Fonte dati paragrafo: World Drug Report 2007 – UN Office on Drugs and Crime

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