Il concetto di cooperazione internazionale è un concetto dinamico, capace di ben fotografare, nelle sue differenti accezioni, le fasi storiche che ne hanno arricchito i significati. Si è passati, da forme abbastanza semplici e rudimentali, e da motivazioni spesso caratterizzate da forti spinte ideologiche, a sistemi complessi e coordinati a livello mondiale, nei quali le tattiche di intervento vengono stabilite da organismi multinazionali.
Sono nati e si sono affermati il principio della sostenibilità dello sviluppo, dell'aiuto umanitario in situazioni di emergenza, della costruzione e del mantenimento della pace, a corollario di quello generale di cooperazione internazionale, concetto che potrebbe definirsi come quella forma di solidarietà tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, nata dall'esigenza di garantire il rispetto della dignità umana e di assicurarne la crescita economica.
La cooperazione internazionale si può dividere in linea generale tra cooperazione istituzionale e cooperazione non governativa, a seconda che essa sia gestita attraverso organismi istituzionali oppure da organizzazioni che abbiano una certa indipendenza dalle linee politiche governative.
Gli attori della cooperazione istituzionale possono certamente vantare rapporti di stima e fiducia molto stretti con i governi, ed in caso di azioni multilaterali anche tra governi, e possono contare su capacità operative praticamente illimitate. Spesso però strutture costose e tanto burocratizzate possono risentire dal punto di vista dell'efficacia e dell'efficienza, nonché sotto quello della partecipazione democratica alla definizione delle strategie.
L'esperienza sul territorio e la capacità di prendere soluzioni democraticamente partecipate sono invece i valori principali alla base dei progetti gestiti dalla cooperazione non governativa delle ONG, che fanno della presenza sul campo e della conoscenza delle problematiche intrinseche alle singole aree le loro principali armi, almeno fino a quando riescano a mantenere un certo equilibrio tra i finanziamenti privati e l'utilizzo dei fondi pubblici.
Attualmente una buona parte dei fondi investiti nella cooperazione finisce in progetti di cooperazione multilaterale, decisi e gestiti da organismi internazionali che lavorano in maniera coordinata fra loro. Per una carrellata su quali siano i principali attori della cooperazione internazionale e quali forme siano alla base di concetti come cooperazione bilaterale e cooperazione decentrata, nonché di quelli più moderni di cooperazione multilaterale e milutibilaterale, non si può non partire da quello che viene comunemente definito come Sistema ONU.
IL SISTEMA ONU
Sul fronte istituzionale si parla di Sistema ONU quando ci si riferisce a quel sistema composto da organi principali e sussidiari, commissioni, istituzioni specializzate, banche mondiali e regionali di sviluppo, che rientrano più o meno direttamente sotto il coordinamento o che svolgono la propria attività in collaborazione con l'Organizzazione delle Nazioni Unite, composta da 192 Stati membri – ovvero quasi tutte le nazioni del pianeta.
Le riforme in seno all'ONU tendono proprio a ridisegnare una struttura che, creata all'indomani della seconda guerra mondiale, risponda in modo più puntuale alle esigenze dell'epoca odierna.
Gli Organi Principali dell'ONU:
L'Assemblea Generale: organo che ha principalmente funzioni consultive ed in cui tutti i membri sono rappresentati con eguali diritti, ogni Stato Membro ha diritto ad un voto e le decisioni sulle principali questioni vengono prese con una maggioranza dei 2/3 dei presenti e votanti.
Il Consiglio Economico e Sociale : è l'organo di coordinamento dell'attività economica e sociale delle Nazioni Unite, del Consiglio fanno parte 54 membri eletti dall'Assemblea Generale con mandato triennale. Tra i compiti principali c'è quello di promuovere lo sviluppo economico e l'assistenza tecnica e finanziaria ai paesi in via di sviluppo.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: è l'organo competente per le questioni in materia di pace e di sicurezza internazionale. Può decidere misure vincolanti, come le sanzioni economiche, o autorizzare azioni militari collettive. Composto da 5 membri permanenti (Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Cina e Russia) e 10 membri eletti in carica per due anni, le decisioni necessitano di almeno 9 voti. I membri permanenti possono imporre il veto su alcune decisioni, annullandole.
La Corte Internazionale di Giustizia: è l'organo giudiziario delle Nazioni Unite. Composta da 15 giudici eletti dall'Assemblea e dal Consiglio di Sicurezza, delibera sulle controversie tra Stati.
Il Segretariato delle Nazioni Unite: è costituito da un insieme di uffici e dipartimenti finalizzato alla gestione amministrativa dell'ONU. E' guidato dal Segretario Generale, che è il più alto funzionario amministrativo dell'Organizzazione, e dispone di un personale quantificabile in circa 8.700 unità.
Gli Organi Secondari delle Nazioni Unite comprendono una pluralità di uffici, di programmi e di fondi che operano per migliorare le condizioni economiche e sociali delle persone di tutto il mondo, hanno propri organismi direttivi, bilanci e segretariati e riferiscono all'Assemblea Generale o al Consiglio Economico e Sociale. I più famosi sono l'UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia), l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ed il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP).
La Banca Mondiale
Istituita nel 1944 a seguito della Conferenza di Bretton Woods ed operativa dal 1946, comprende al suo interno 5 istituzioni: la Banca Internazionale di Ricostruzione e di Sviluppo (IBRD), l'Agenzia Internazionale per lo Sviluppo (IDA), la Società Finanziaria Internazionale (IFC), l'Agenzia Multilaterale per la Garanzia degli Investimenti (MIGA) ed il Centro Internazionale per la Risoluzione delle Controversie in materia di Investimenti (ICSID).
Il Consiglio dei Governatori elegge il Presidente che dura in carica 5 anni.
L'obiettivo centrale è la riduzione della povertà, basandosi su due presupposti principali:
- La predisposizione di un clima favorevole agli investimenti (con particolare attenzione al settore privato e alla buona governance)
- Il miglioramento del livello di partecipazione delle popolazioni ai processi decisionali.
La Banca finanzia programmi di lotta contro l'AIDS, fornisce aiuti per la fornitura di acqua e elettricità ai paesi più poveri, sostiene i paesi che patiscano gravi conflitti. Dall'anno 2000, anche a fronte delle critiche sollevate dalle ONG circa l'efficacia delle operazioni della Banca Mondiale, viene varata l'iniziativa HIPCI (Highly Indebted Poorer Countries Initiatives) per intervenire sul debito dei 40 paesi più poveri del pianeta, favorendone l'annullamento.
Le principali critiche alla Banca Mondiale si concentrano sulla difficoltà ad operare come una vera e propria Agenzia di Sviluppo. La gestione interna, condizionata dal peso economico dei paesi partecipanti, e la definizione delle strategie da adottare nei paesi beneficiari, che spesso si ritrovano con interventi strutturali imposti in un contesto non adeguato, sono gli obiettivi principali di tali critiche.
Il Fondo Monetario Internazionale
Nato con la Banca Mondiale dalla Conferenza di Bretton Woods, è attualmente un'organizzazione che conta 184 Stati membri. E' diretto da un Consiglio dei governatori, composto da un governatore e da un vice nominati da ogni paese membro, mentre l'organo esecutivo è l'Executive Board (Consiglio Esecutivo), composto da 24 Direttori Esecutivi e dal Managing Director.
Gli obiettivi del FMI sono così definiti:
- Promuovere la cooperazione monetaria internazionale
- Facilitare l'espansione e lo sviluppo del commercio internazionale
- Promuovere la stabilità e l'ordine dei rapporti di cambio, tramite accordi internazionali in materia
- Agevolare il raggiungimento di un sistema multilaterale dei pagamenti rispetto alle transazioni correnti tra i membri
- Assistere gli Stati membri in materia finanziaria con misure che riducano l'impatto di squilibri temporanei della bilancia dei pagamenti
Il Fondo dispone di capitali messi a disposizione dagli Stati membri e la quantità dei voti all'interno dei suoi organi è determinato dalle quote detenute. Il membro più grande sono gli Stati Uniti mentre il più piccolo è la Repubblica di Palau.
Le principali critiche al FMI si concentrano sul meccanismo delle quote, che non permettono una gestione veramente democratica delle decisioni interne, determinate dallo squilibrio dei diversi pesi economici, e sugli interventi del Fondo, non sempre attenti alle situazioni economiche particolari dei singoli Stati, con risultati talvolta opposti ai propositi enunciati inizialmente.
Organizzazioni non facenti parte del sistema ONU ma con capacità di azione ineguagliabile a livello mondiale sono:
Le Banche Multilaterali di Sviluppo: istituti che accordano prestiti agli Stati in difficoltà in relazione a progetti specifici. La maggior parte di queste banche ha iniziato a considerare l'ambiente come criterio fondamentale per la concessione dei prestiti a partire dagli anni 90.
Il Consiglio d'Europa: organizzazione internazionale, creata nel 1949, con lo scopo di promuovere e rafforzare la democrazia, lo Stato di diritto ed i diritti dell'uomo. Ricerca soluzioni per i problemi sociali e si occupa anche della protezione dell'ambiente. La sede istituzionale è a Strasburgo, le iniziative del Consiglio d'Europa non sono vincolanti e vanno ratificate dagli Stati membri.
La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo: creata nel 1991 per favorire la transizione dei paesi con un sistema ad economia pianificata (Europa centro-orientale ed ex-URSS) verso l'economia di mercato, favorendo lo sviluppo del settore privato, presenta una connotazione fortemente politica del proprio mandato. Ha come obiettivi la protezione dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile, riconoscendo i legami tra crescita economica e protezione dell'ambiente.
L'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE o OECD in inglese): nasce dopo la seconda guerra mondiale per il coordinamento e la cooperazione in campo economico tra le nazioni europee, in attuazione del Piano Marshall. Oggi ne fanno parte molti Stati non europei, e la mission è quella di contribuire alla crescita economica dei paesi industrializzati ed in via di sviluppo. Ha istituito organismi autonomi ad essa collegati come la NEA (Nuclear Energy Agency) per uno sviluppo ed un utilizzo sicuro e rispettoso dell'ambiente dell'energia nucleare, e la IEA (International Energy Agency) per promuovere politiche energetiche razionali e sostenibili.
La NATO: L'Organizzazione del Patto Atlantico del Nord, creata originariamente come alleanza difensiva, persegue l'obiettivo di tutelare la libertà in una civiltà che sia fondata su principi di democrazia, libertà individuale e di Stato di diritto. Riconosce il legame che intercorre tra sicurezza globale e cambiamenti ambientali, analizzando le relazioni che intercorrono tra la degradazione delle risorse e l'insorgere dei conflitti territoriali.
L'UNIONE EUROPEA
Il ruolo dell'Unione Europea nel settore della cooperazione internazionale si è via via andato modificando di pari passo con il consolidamento di una struttura che affonda le sue radici nei Trattati di Roma del 1957, quando si istituiva la Comunità Economica Europea (CEE).
L'importanza delle relazioni con le altre aree geografiche del mondo appariva già come l'argomento centrale, ed a testimonianza di ciò vi era l'istituzione del Fondo Europeo di Sviluppo, ancor oggi maggiore strumento finanziario delLa cooperazione allo sviluppo.
Con il Trattato di Maastricht del 1992 viene ufficialmente creata quella che è l'odierna Unione Europea, e dal 1 Gennaio del 2007 il numero degli Stati membri dell'Unione è salito a 27.
Gli organi principali dell'Unione comprendono il Consiglio dei Ministri, la Commissione, la Corte di Giustizia, il Parlamento, il Consiglio Europeo e la Banca Centrale Europea. La Presidenza del Consiglio Europeo è assegnata ad uno stato e ruota ogni 6 mesi; il Presidente di turno è anche il Presidente dell'Unione Europea.
La politica di cooperazione internazionale allo sviluppo dell'Unione Europea ha come obiettivo quello di favorire lo sviluppo sostenibile nei paesi in via di sviluppo, combattere la povertà e favorire la loro integrazione all'interno dell'economia mondiale. Questa politica è complementare a quella delle principali organizzazioni internazionali (Banca Mondiale, FMI e ONU), a quella degli Stati terzi (USA, Giappone...) ed a quella interna condotta dai singoli Stati membri.
La definizione delle linee politiche di intervento spetta al Consiglio Europeo, mentre la gestione è affidata alla Commissione, che svolge il proprio ruolo attraverso le Direzioni Generali.
Sono 3 in particolare le Direzioni Generali che si occupano delle politiche di cooperazione internazionale, che hanno relazioni extra-europee ed attraverso specifici programmi concedono sovvenzioni ed aiuti:
- La Direzione Generale Relazioni Esterne si occupa di pianificare politiche e programmi nelle diverse aree del mondo, indicate negli specifici programmi di aiuti ed assistenza tecnica, per le quali elabora documenti di strategia. I programmi vanno dall'assistenza, con il consolidamento dello Stato di diritto e la lotta alle disuguaglianze o la promozione di riforme, fino lotta contro il crimine organizzato e la corruzione e l'accrescimento del ruolo della legge.
- La Direzione Generale allargamento si occupa di definire le strategie per l'allargamento e l'adesione dei nuovi paesi all'interno dell'UE. Sostiene il rafforzamento delle istituzioni, l'agricoltura e lo sviluppo rurale, le politiche ambientali ed in materia di trasporti, per far sì che i paesi candidati possano soddisfare le condizioni politiche ed economiche necessarie per diventare membro dell'Unione.
- La Direzione Generale Sviluppo formula la politica comunitaria di cooperazione allo sviluppo, gestisce e coordina le relazioni con i paesi terzi. I programmi messi a disposizione affrontano a tutto campo: educazione, formazione, sviluppo sociale, sanità, sviluppo istituzionale, pari opportunità, ambiente, diritti dell'infanzia, avvalendosi anche del supporto di due importanti uffici: l'ufficio Europe Aid, che è lo strumento pratico di gestione degli aiuti esterni finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo (FES), e l'ufficio Echo, che realizza gli interventi d'urgenza con l'obiettivo di ridurre la sofferenza umana.
L'accesso ai finanziamenti è gestito sulla base di 3 procedure: i Bandi Periodici, i Bandi Aperti – ai quali accedono più spesso le ONG – e le Gare di Appalto.
A fronte di un peso specifico che la vede come il più grande finanziatore del mondo nell'ambito della cooperazione internazionale e di sistemi avanzati di gestione dei programmi, la debolezza della cooperazione istituzionale dell'Unione risiede nel condizionamento proveniente dagli interessi specifici europei all'interno dei paesi beneficiari.
LA COOPERAZIONE BILATERALE
La cooperazione bilaterale consiste in un rapporto diretto tra il paese donatore e quello beneficiario, gestito attraverso la stipula di accordi e di protocolli di intesa nei quali vengono stabiliti gli obiettivi comunemente individuati e si specificano strategie e risorse necessarie al raggiungimento di tali obiettivi.
La realizzazione dei programmi e progetti avviene di concerto con Amministrazioni ed Enti pubblici, Università ed Istituti di ricerca, Enti privati, ONG e Consorzi che dispongano delle conoscenze ed esperienze richieste. Uno spazio è dato per la collaborazione con le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali, per i quali esiste un'apposita struttura di coordinamento istituita presso la Direzione Generale per La cooperazione allo sviluppo (DGCS).
In attuazione della legge n.49 del 1987 la DGCS è l'organo preposto ad attuare tale politica.
Si articola in 13 Uffici e ad essa fanno capo l'Unità Tecnica Centrale (UTC) – che fornisce supporto tecnico alle attività della Direzione generale nelle fasi di individuazione, istruttoria, formulazione, gestione e controllo dei programmi, attività di studio e ricerca nel campo delLa cooperazione allo sviluppo – e l'Unità d'ispezione, di monitoraggio e verifica che valuta in itinere ed ex post i progetti di cooperazione bilaterale.
Lo scopo degli interventi è il sostegno ai paesi in via di sviluppo, di concerto con altri maggiori donatori e con Organismi Internazionali, nel quadro di programmi-paese pluriennali, attuato mediante la programmazione e l'elaborazione di indirizzi politici in settori quali quello sanitario, ambientale, imprenditoriale e di sviluppo in generale.
E' il sistema più rilevante a livello nazionale, favorisce lo sviluppo sia dei paesi beneficiari che dei paesi donatori, ma in quanto direttamente dipendente dal Ministero degli Affari Esteri rientra nel quadro della politica estera generale del paese donatore e difficilmente può essere condizionato dagli interessi specifici di determinate zone d'intervento.
LA COOPERAZIONE DECENTRATA
La cooperazione decentrata consiste nell'azione di cooperazione allo sviluppo svolta dalle comunità locali, singolarmente o in consorzio tra loro, unitamente alle risorse della società civile.
Le basi della cooperazione decentrata vanno ricercate nei “gemellaggi tra città” e nella loro espansione verso i territori del Sud del mondo, per favorire relazioni Nord-Sud.
In Italia la legge n.49 del 1987 attribuiva alle Regioni, alle Province autonome ed agli Enti locali un possibile ruolo nella cooperazione, ruolo che si è consolidato nel tempo con strutture di coordinamento regionali, sotto la direzione della DGCS (Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo). Con la legge n.68 del 1993 anche i Comuni e le Province possono destinare risorse locali al sostegno di programmi di cooperazione allo sviluppo.
L'approccio è differente da quello sopra-descritto dei macro-interventi, prevedendo un raccordo diretto tra le realtà a confronto ed un'attenzione diversa alle priorità delineate dalle comunità locali, in un processo che faccia della partecipazione alla pianificazione dei progetti il momento centrale delle azioni da concordare.
E' un meccanismo che deve lavorare di concerto con il processo di empowerment delle comunità locali nei paesi in via di sviluppo, per evitare che gli interlocutori non risultino poco – o per nulla – rappresentativi della volontà popolare.
A livello europeo la cooperazione decentrata è stata introdotta nelle disposizioni generali della IV Convenzione di Lomè, firmata nel 1989, dove si afferma il principio di una cooperazione realizzata attraverso il concorso di parti attive economiche, sociali e culturali, e rafforzata ed estesa nel regolamento n.443 del 1992. I contratti di finanziamento sono sottoposti a controlli da parte della Commissione e della Corte dei conti europea.
LE ONG
Le organizzazioni non governative (ONG) sono associazioni private, indipendenti dai governi e dalle loro politiche, che promuovono e realizzano azioni di cooperazione internazionale finalizzate allo sviluppo dei paesi poveri. Nello scenario internazionale rappresentano la capacità e la presenza della società civile organizzata nella soluzione ai problemi del sottosviluppo.
In Italia la legge n.49 del 1987 prevede la concessione, da parte del Ministero degli Affari Esteri, del riconoscimento di idoneità per accedere ai finanziamenti pubblici (accreditamento MAE).
Per ottenere il riconoscimento, le ONG devono avere come fine istituzionale l'attività di cooperazione o di educazione allo sviluppo, non devono avere fini di lucro e dimostrare di avere almeno tre anni di esperienza nel settore, nonché presentare bilanci relativi al triennio e fornire una relazione ogni anno sui programmi in corso.
Le ONG italiane sono per lo più organizzate (per i due terzi del totale delle ONG) in 3 Federazioni:
il CIPSI (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale), il COCIS (Coordinamento delle Organizzazioni non governative per la cooperazione internazionale allo sviluppo) e la FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario).
Le ONG si dividono principalmente in: Umanitarie e di Sviluppo.
- Le ONG Umanitarie cercano di dare risposte al contesto internazionale profondamente mutato dopo le gravi crisi umanitarie degli inizi degli anni '90. I principali valori a cui sono ispirate sono solidarietà, giustizia, rispetto dei diritti umani, neutralità ed imparzialità, nonché il coinvolgimento in tutte le operazioni dei partners locali.
- Le ONG di Sviluppo concentrano la loro attività in tutti i campi ove gli squilibri nei diritti fondamentali, nello sfruttamento delle risorse della Terra, nei livelli di ricchezza e povertà della popolazione e nella giustizia sociale siano marcati ed evidenti. Partendo dal riconoscimento di un livello minimo di qualità della vita, promuovono tutte le azioni necessarie al superamento di queste situazioni di squilibrio, facendo della partecipazione e della Partnerships con le popolazioni locali gli argomenti principali della loro politica d'azione.
L'organizzazione ed il funzionamento si dividono in tre settori principali:
Fund Raising
Le entrate possono essere pubbliche o private. La parte più consistente dei fondi pubblici deriva dall'Aiuto pubblico allo sviluppo, ovvero gli stanziamenti provenienti dai bilanci degli Stati economicamente più ricchi. Le entrate di origine privata sono costituite dalle quote sociali, dai ricavi delle vendite di beni e servizi ed, in massima parte, da lasciti e donazioni.
Educazione allo sviluppo
Le attività di formazione ed informazione rivolte alla società civile sui temi della pace, della mondializzazione, dell'interculturalità, della tutela dell'ambiente e dei diritti umani e civili, hanno come fine la promozione dell'impegno dei cittadini e delle organizzazioni dei paesi più ricchi verso la modifica dei propri comportamenti penalizzanti e la spinta verso rapporti economici e culturali più equilibrati.
Progettazione
La fase di progettazione ha come scopo la realizzazione di progetti di sviluppo nei paesi in via di sviluppo. Segue l'intero ciclo del progetto, dall'individuazione del bisogno fino alla messa in opera delle azioni necessarie ed alla valutazione dell'impatto sul contesto sociale ed economico.
Il punto di forza delle ONG sta nell'indipendenza dalle politiche governative e nel reale coinvolgimento delle popolazioni beneficiarie nelle fasi di progettazione e realizzazione dei progetti, i punti deboli si possono trovare in tutti quei casi in cui la dipendenza dai finanziamenti pubblici faccia perdere una reale indipendenza d'azione sul territorio e nel caso in cui un mancato coordinamento tra differenti organizzazioni provochi gesti isolati di solidarietà piuttosto che vere e proprie azioni di sviluppo.
LA COOPERAZIONE MULTILATERALE E MULTIBILATERALE
La cooperazione multilaterale
Dopo le grandi Conferenze Mondiali organizzate dalle Nazioni Unite e dopo la Dichiarazione del Millennio, le grandi sfide dell'odierna cooperazione allo sviluppo necessitano di interventi multilaterali, che si svolga attraverso la collaborazione coordinata fra organismi multinazionali. L'apporto di capitali di banche e fondi internazionali, gli aiuti dell'Unione Europea, quelli delle agenzie delle Nazioni Unite possono far concretizzare il raggiungimento degli Obiettivi che sono stati individuati come strategici e fondamentali. Si tratta di gestire insieme problemi e sfide ritenute non più procrastinabili.
Per quello che riguarda ad esempio il nostro paese, il 40% dei fondi erogati viene destinato a canali multilaterali, secondo i dati del Ministero degli Affari Esteri.
La cooperazione multibilaterale
Quando le risorse di un paese donatore vengono donate affinché siano impiegate in determinate aree o per specifiche finalità, e l'esecuzione rimane quindi affidata ad un'agenzia specializzata, quelle che per intendersi si occupano della cooperazione multilaterale, allora si parla di cooperazione multibilaterale. Essa è infatti multilaterale nell'attuazione e bilaterale nell'indirizzo e nel finanziamento.
I pregi degli interventi multilaterali e multibilaterali stanno in una certa neutralità nell'approccio, che non dipende direttamente dalla relazione tra paese donatore e paese beneficiario, e nel potere d'azione che hanno le strutture preposte rispetto a qualunque altra agenzia di sviluppo singola.
D'altro canto ancora una volta gli alti costi di funzionamento ed i rischi di una bassa efficacia diretta sul territorio sono strettamente collegati alla dimensione di tali strutture.